Il cosiddetto Codice Rosso è il nome con cui la Legge n. 69 del 2019 ha introdotto modifiche significative al codice penale e al codice di procedura penale in materia di violenza domestica e di genere. La legge ha rafforzato le tutele per le persone offese, accelerato i tempi di intervento dell’autorità giudiziaria e inasprito le sanzioni per alcune categorie di reati.
I reati che rientrano in questo ambito riguardano condotte che incidono sulla libertà personale, sulla sicurezza e sull’integrità fisica o psicologica della persona. Si tratta di situazioni spesso complesse, in cui la dimensione giuridica si intreccia con quella relazionale e familiare, e in cui l’assistenza legale assume un ruolo centrale sia per chi subisce la condotta sia per chi è coinvolto in qualità di indagato o imputato.
I principali reati che rientrano in questa area sono: maltrattamenti in famiglia, atti persecutori comunemente detto stalking, violenza sessuale, e la diffusione illecita di materiale sessuale esplicito comunemente detto revenge porn e altri reati introdotti o modificati dalla legge del 2019.
Cosa si intende per maltrattamenti in famiglia
Il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi è previsto dall’articolo 572 del codice penale. Riguarda condotte reiterate di violenza fisica, psicologica o morale nei confronti di un familiare, di un convivente o di una persona sottoposta all’autorità dell’agente. Non è necessario che le singole condotte costituiscano di per sé reati gravi: ciò che rileva è la sistematicità del comportamento e il clima di sopraffazione che ne deriva.
Questo reato è punito con la reclusione e può comportare l’applicazione di misure cautelari, come quella dell’allontanamento dalla casa familiare o del divieto di avvicinamento alla persona offesa con l’applicazione del cosiddetto braccialetto elettronico, ma anche, e non di rado, della custodia in carcera.
Cosa si intende per atti persecutori
Lo stalking, disciplinato dall’articolo 612-bis del codice penale, consiste in condotte reiterate di minaccia, violenza o molestia che causano alla vittima uno stato d’ansia, timore per la propria incolumità o un cambiamento delle abitudini di vita. La reiterazione è elemento costitutivo del reato: un singolo episodio non è sufficiente a integrare la fattispecie, anche se può rilevare sotto altri profili.
La legge prevede l’aggravamento della pena in presenza di determinati elementi, come il fatto che la persona offesa sia un coniuge o un ex partner, oppure che la condotta sia commessa attraverso strumenti informatici o telematici o che sia commessa in danno di persona minorenne o con disabilità.
Quando è utile l’assistenza legale
Le situazioni che rientrano nell’ambito del Codice Rosso richiedono un’analisi attenta delle circostanze concrete, dei mezzi di prova disponibili e del contesto relazionale in cui i fatti si collocano.
Per la persona offesa, l’assistenza legale è utile fin dalla fase della denuncia, per valutare come presentare correttamente i fatti, quali elementi raccogliere e come orientarsi nelle fasi successive del procedimento, compresa la possibilità di chiedere misure di protezione urgenti ed, infine, il risarcimento per il danno patito che può essere sia fisico che psicologico.
Per l’indagato o imputato, il diritto alla difesa è garantito fin dal primo momento in cui si riceve un avviso di garanzia o si è convocati per un interrogatorio. È importante non sottovalutare queste fasi iniziali: le scelte difensive compiute nelle prime settimane possono incidere significativamente sull’esito del procedimento.
Le misure cautelari e il loro impatto
Il Codice Rosso ha previsto termini ridotti per l’adozione di misure cautelari nei procedimenti per questi reati. L’autorità giudiziaria può disporre, anche in tempi rapidi, misure come l’allontanamento dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, il divieto di comunicazione e, nei casi più gravi, la custodia cautelare.
Queste misure producono effetti immediati sulla vita quotidiana di chi le subisce e richiedono una valutazione tempestiva della situazione, per verificare i presupposti applicativi e le possibilità di impugnazione.
L’attività dello studio
L’Avv. Francesco Potini assiste persone coinvolte in procedimenti penali relativi ai reati previsti dal Codice Rosso, sia nella posizione di persona offesa sia in quella di indagato o imputato.
L’attività comprende la valutazione della situazione nella fase iniziale, l’esame degli atti, l’assistenza nelle fasi di indagine preliminare, l’eventuale partecipazione alle udienze e la gestione della strategia difensiva in tutte le fasi del procedimento, fino al grado di giudizio ritenuto necessario.
In considerazione della specificità e della delicatezza di questi procedimenti, ogni caso viene affrontato con riservatezza, attenzione al contesto e analisi accurata degli elementi disponibili.
Per valutare correttamente la situazione concreta, è possibile contattare lo Studio Legale Potini e concordare un approfondimento, utile a inquadrare il caso e le possibili modalità di intervento.

