Un alcoltest positivo può avere conseguenze molto diverse a seconda del tasso alcolemico rilevato, delle modalità con cui è stato eseguito l’accertamento e dell’eventuale presenza di elementi aggravanti, come un incidente stradale o la guida in orario notturno.
La guida in stato di ebbrezza è disciplinata dall’articolo 186 del codice della strada. La norma distingue tre fasce di gravità: una prima fascia, tra 0,5 e 0,8 grammi per litro, che comporta conseguenze amministrative e che è 0,0 per i soggetti neopatentati e infraventunenni; una seconda fascia, tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, che assume rilievo penale; una terza fascia, superiore a 1,5 grammi per litro, che prevede sanzioni più severe, soprattutto sl piano amministrativo con la confisca del veicolo.
Per questo motivo, dopo un controllo con esito positivo, non è sufficiente conoscere il valore indicato dall’etilometro. È necessario valutare gli atti, verificare come è stato eseguito l’accertamento e comprendere quali conseguenze possono derivare sia sul piano penale sia sul piano amministrativo, in particolare rispetto alla patente di guida.

Cosa succede al momento del controllo
Il controllo può avvenire durante un posto di blocco, dopo un incidente stradale o nell’ambito di accertamenti disposti dalle forze dell’ordine. In una prima fase può essere utilizzato un precursore, cioè uno strumento di screening che segnala la possibile presenza di alcol, ma non sostituisce l’accertamento tramite etilometro.
L’accertamento rilevante viene di regola effettuato con etilometro omologato. Secondo il regolamento di esecuzione del codice della strada, la concentrazione alcolemica deve risultare da almeno due determinazioni concordanti effettuate a un intervallo di cinque minuti.
Al termine dell’accertamento vengono redatti i verbali, nei quali devono essere indicati gli elementi principali del controllo: luogo, orario, dati del conducente, valori rilevati, strumento utilizzato, modalità dell’accertamento, eventuali dichiarazioni rese e provvedimenti adottati sulla patente o sul veicolo.
Questa fase è particolarmente importante perché gli atti formati nell’immediatezza del controllo costituiscono il punto di partenza del procedimento successivo.
Le conseguenze cambiano in base al tasso alcolemico
Il primo dato da valutare è il tasso alcolemico accertato. Quando il valore è superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro, la condotta integra una violazione amministrativa. Le conseguenze riguardano principalmente la sanzione pecuniaria e la sospensione della patente.
Quando il valore è superiore a 0,8 grammi per litro, la condotta assume rilievo penale. In questa fascia il conducente può essere sottoposto a procedimento penale e le conseguenze possono comprendere ammenda, arresto, sospensione della patente e ulteriori effetti collegati alla definizione del procedimento.
Quando il valore supera 1,5 grammi per litro, il quadro diventa più grave. Le sanzioni sono più elevate e possono aggiungersi conseguenze sul veicolo, come il sequestro finalizzato alla confisca quando ne ricorrono i presupposti.
La Legge n. 177 del 2024 ha inoltre introdotto nuove disposizioni in materia di alcolock e codici unionali sulla patente per chi sia condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso superiore a 0,8 grammi per litro. In particolare, la disciplina prevede limitazioni legate al tasso zero e all’utilizzo di veicoli dotati di dispositivo alcolock nei casi previsti dalla legge.
Gli atti da valutare dopo l’alcoltest positivo
Dopo un alcoltest positivo, gli atti da esaminare non si limitano al risultato numerico indicato dall’etilometro. La valutazione deve riguardare l’intera sequenza dell’accertamento.
Il primo documento da verificare è il verbale redatto dalle forze dell’ordine. Occorre controllare l’orario del controllo, l’orario delle prove, i valori rilevati, l’indicazione dello strumento utilizzato e le eventuali annotazioni relative al comportamento del conducente.
Devono poi essere esaminati gli scontrini dell’etilometro, che riportano i risultati delle prove effettuate. La presenza di due misurazioni, il loro intervallo temporale e la coerenza dei valori sono elementi importanti per comprendere se l’accertamento sia stato eseguito correttamente.
Inoltre, se sussistono dubbi, è possibile richiedere la documentazione relativa allo strumento elettronico utilizzato ( marca, tipo, modello e matricola ) e in particolare l’omologazione e le visite periodiche cui è stato sottoposto l’apparecchio.
Un altro profilo da valutare riguarda l’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore. L’alcoltest, quando assume rilievo penale, è considerato un accertamento urgente di polizia giudiziaria. La giurisprudenza ha chiarito che l’omesso avviso può determinare una nullità, ma tale eccezione deve essere proposta nei tempi e nei modi previsti.
Occorre infine verificare eventuali provvedimenti amministrativi collegati, come il ritiro della patente, la sospensione disposta dal Prefetto o il sequestro del veicolo. Questi aspetti hanno effetti immediati sulla vita quotidiana e lavorativa della persona coinvolta.
La regolarità dell’etilometro e delle prove
Uno dei temi più frequenti nei procedimenti per guida in stato di ebbrezza riguarda la regolarità dell’etilometro e delle prove effettuate.
Non ogni irregolarità apparente comporta automaticamente l’invalidità dell’accertamento. La valutazione deve essere concreta e deve tenere conto degli atti disponibili. Possono assumere rilievo, ad esempio, la mancata indicazione di elementi essenziali nel verbale, anomalie negli scontrini, problemi relativi alle due prove o contestazioni specifiche sul funzionamento dello strumento.
La Corte di Cassazione ha più volte affermato che la contestazione del funzionamento dell’etilometro non può essere generica. Per incidere sul procedimento, la difesa deve normalmente indicare elementi concreti dai quali desumere un possibile malfunzionamento o una irregolarità dell’accertamento. La semplice richiesta esplorativa di documentazione, in assenza di specifiche contestazioni, non è di per sé sufficiente.
Questo non significa che gli accertamenti non possano essere verificati. Significa, piuttosto, che l’analisi deve essere puntuale: verbali, scontrini, orari, modalità operative e documentazione tecnica devono essere esaminati in relazione al caso concreto.
Il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest
Una situazione distinta è quella del rifiuto di sottoporsi all’alcoltest. Il rifiuto non è una scelta neutra: l’articolo 186, comma 7, del codice della strada prevede conseguenze specifiche e particolarmente severe.
La giurisprudenza distingue il rifiuto dall’accertamento vero e proprio. In caso di rifiuto, infatti, il reato si perfeziona con la manifestazione della volontà di non sottoporsi al test, senza che sia necessario procedere all’esecuzione dell’accertamento etilometrico. Per questo motivo, secondo un orientamento consolidato, l’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore non opera nello stesso modo previsto per l’esecuzione dell’alcoltest.
Anche in questi casi è comunque necessario valutare con attenzione gli atti. Occorre verificare come sia stata formulata la richiesta di sottoporsi al test, in quali termini sia stato verbalizzato il rifiuto e se la persona fosse effettivamente posta nella condizione di comprendere le conseguenze della propria scelta.
Cosa succede dopo il controllo
Dopo il controllo, gli sviluppi dipendono dal tasso rilevato e dalla qualificazione del fatto.
Se il valore rientra nella fascia amministrativa, la vicenda prosegue principalmente davanti all’autorità amministrativa, con sanzione pecuniaria e sospensione della patente ed eventuale sottoposizione del mezzo a vincoli reali.
Se il valore supera 0,8 grammi per litro, viene avviato un procedimento penale. La persona può ricevere un decreto penale di condanna, una citazione a giudizio o altri atti dell’autorità giudiziaria, a seconda del percorso seguito dalla Procura.
Nel frattempo possono essere adottati provvedimenti sulla patente. La sospensione può essere disposta già in una fase iniziale e può incidere in modo immediato sulla possibilità di guidare, con conseguenze rilevanti per chi utilizza il veicolo per lavoro o per esigenze familiari.
In alcuni casi possono essere valutate soluzioni processuali alternative al dibattimento ordinario, come il decreto penale, il patteggiamento, il rito abbreviato o la messa alla prova. La scelta dipende dal tasso rilevato, dalla presenza di aggravanti, dai precedenti, dalle esigenze personali e dalla possibilità di contestare in modo fondato gli atti. Riti alternativi come la messa alla prova o lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità comportano l’estinzione del reato, il dimezzamento del tempo di sospensione della patente e la revoca del sequestro ai fini di confisca del veicolo.
Perché è importante una valutazione tempestiva
Il momento successivo al controllo è spesso decisivo. Molte questioni devono essere valutate in tempi brevi: la regolarità dell’accertamento, la possibilità di contestare il provvedimento sulla patente, l’eventuale strategia difensiva nel procedimento penale e la scelta del rito più adeguato.
Una valutazione tempestiva consente di esaminare gli atti quando sono ancora disponibili nella loro completezza e di evitare scelte affrettate. Dichiarazioni rese nell’immediatezza, mancata attenzione ai verbali o sottovalutazione della sospensione della patente possono incidere concretamente sulla gestione successiva del procedimento.
Non esiste una soluzione valida per ogni caso. Un alcoltest positivo deve essere valutato tenendo conto del valore rilevato, delle modalità del controllo, dell’eventuale presenza di incidente, della situazione personale del conducente e degli atti formati dalle forze dell’ordine.
L’attività dello studio
L’Avv. Francesco Potini assiste persone coinvolte in procedimenti per guida in stato di ebbrezza e alcoltest positivo, dalla fase immediatamente successiva al controllo fino alla definizione del procedimento penale.
L’attività comprende l’esame dei verbali, la verifica delle modalità dell’accertamento, l’analisi degli scontrini dell’etilometro, la valutazione dei provvedimenti sulla patente e l’individuazione della strategia difensiva più adeguata al caso concreto.
Per richiedere una valutazione della propria situazione è possibile contattare lo Studio Legale Potini e concordare un approfondimento, utile a inquadrare correttamente il caso concreto e le possibili modalità di intervento.
FAQ
Cosa succede se l’alcoltest è positivo?
Le conseguenze dipendono dal tasso alcolemico rilevato. Tra 0,5 e 0,8 grammi per litro si applicano sanzioni amministrative. Sopra 0,8 grammi per litro la condotta assume rilievo penale e può comportare un procedimento penale, oltre alla sospensione della patente.
L’alcoltest deve essere fatto due volte?
Sì. L’accertamento tramite etilometro richiede almeno due determinazioni concordanti effettuate a distanza di cinque minuti. Questo elemento deve risultare dagli atti e dagli scontrini dell’etilometro.
Si può contestare un alcoltest positivo?
È possibile valutare la contestazione quando emergono elementi concreti relativi alle modalità dell’accertamento, alla regolarità dello strumento, agli orari delle prove, agli scontrini o all’avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore.
Cosa succede se si rifiuta l’alcoltest?
Il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest comporta conseguenze autonome e può integrare il reato previsto dall’articolo 186, comma 7, del codice della strada. La valutazione deve riguardare le modalità con cui il rifiuto è stato richiesto e verbalizzato.
Dopo quanto arriva la sospensione della patente?
La sospensione può essere disposta già nelle prime fasi con il ritiro immediato della patente da parte dell’organo accertatore e, successivamente, con provvedimento amministrativo del Prefetto. I tempi possono variare in base agli atti trasmessi dalle forze dell’ordine e alla situazione concreta.
